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Alimento

Sicurezza Alimentare

IL Cibo dell’Incredibile Hulk di Lorenzo Colacicchi

Alimenti Trattati Con Raggi X e Gamma

Vi ricordate l’Incredibile Hulk, che grazie ad una super dose di raggi gamma aveva periodici ricombinazioni molecolari, beh………. ci sono anche i cibi così adesso ……….. cibi che a seguito di bombardamenti con raggi X e Gamma contengono composti frutto di ricombinazioni molecolari, talvolta sconosciuti.

Rendiamo noto quanto segue :

Alimenti Poveri di Vitamine ed Enzimi, con presenza di molecole ricombinate in sostanze cancerogene e mutagene

Negli Stati Uniti si sta diffondendo sempre di più la pratica dell’irraggiamento degli alimenti con i Raggi X e Gamma, nonché con gli Electron Beams. Esistono due tipi di irraggiamento: quello nucleare, che utilizza materiali radioattivi che emettono raggi gamma ad alta intensità e l’irraggiamento con electron Beam, una tecnologia più recente che somma l’irraggiamento dei raggi X ai raggi Gamma e non utilizza materiali nucleari ma ha effetti identici sugli alimenti. Fino al 2000 quasi tutti i prodotti irraggiati in USA provenivano da impianti che utilizzavano Cobalto-60 radioattivo. Un trattamento bombarda il cibo con una dose pari ad oltre un milioni di esami a raggi X al torace .

In termini semplici, gli alimenti vengono trattati con raggi X o gamma, o con super cariche elettromagnetiche, ovvero con

irraggiamento ionizzato.

La scelta di usare questa tecnica scaturisce dalla sua potenzialità di uccidere la presenza batterica ed enzimatica che porta il cibo a marcire ed i batteri E.coli O157:H7 che causano intossicazioni alimentari. La tesi della maggiore conservabilità è vero, l’alimento viene in un certo senso “mummificato”, mantiene il proprio aspetto integro ed apparente, ma privo di vitalità biologica. La seconda motivazione, quella della sterilizzazione degli alimenti, viene contestato da diversi ricercatori del mondo scientifico in quanto non è garantita che i batteri nocivi vengano completamente rimossi, e basta che ne rimangano anche pochi, perché poi si moltiplicano a velocità impressionante nel tratto intestinale. Infine, l’industria alimentare spinge forte perché sia sempre più adoperato questo sistema; perché?

IL motivo è che la l’irraggiamento, specialmente a fine ciclo di produzione, permetterebbe di diminuire notevolmente le attenzioni igieniche durante tutto il processo produttivo. Questo aspetto interessa in particolare l’industria del Manzo e del Pollo, le così dette Fattorie-Fabbriche.

La lobby di questi produttori sta infatti spingendo per la revisione delle normative igieniche per la produzione della carne; in parole semplici ciò significa che non dovranno più porre attenzione ad eventuali residui fecali sulle carni, problema che oggi gli impone di usare attenzioni all’igiene durante la lavorazione per evitarlo.

L’irraggiamento danneggia la qualità degli alimenti, spezza le molecole liberando frammenti degli stessi, appunto radicali liberi, che poi emigrano nell’alimento danneggiando le vitamine e gli enzimi, inoltre essi si combinano con le sostanze chimiche presenti nell’alimento ( pesticidi ad esempio ) formando nuovi composti, radiolitici ( URPS ) alcune delle quali già conosciute, ad esempio il benzene, formaldeide, ecc, altri, sconosciuti, che esistono solo negli alimenti irraggiati. L’ingestione di questi causa un incremento dell’attività epatica per difendere il corpo da queste sostanze talvolta cancerogeni e dagli URP’s mutageni.

Gli alimenti irraggiati posso perdere dal 5 al 80% del loro contenuto vitaminico ( A, C, E, K e B complex ). L’irraggiamento indebolisce

o distrugge gli enzimi digerenti contenuti negli alimenti crudi, ciò significa che il corpo deve faticare di più per digerirli. Negli Stati Uniti, diverse

organizzazioni di consumatori chiedono il divieto di indicare come crudi alimenti irraggiati, in quanto si presentano con carenze nutritive analoghi

ai cibi cotti.

Parliamo di una tecnica recente, che non è stato ancora sufficientemente sperimentata e che lascia molti dubbi. Numerosi ricercatori negli stati uniti contestano la salubrità dei prodotti irraggiati. Ma non solo, anche studiosi Italiani sono preoccupati per il diffondersi di questa pratica, sostenendo che “nel caso di irradiazioni, non si può’ sapere che pezzo di DNA viene colpito, quindi non sono prevedibili gli effetti! Gli effetti sull’uomo che si alimenta cosi’ sono del tutto imprevedibili.”

E’ una tecnica studiata per la globalizzazione, per la centralizzazione del potere alimentare. Non a caso sono in primo piano su questo settore

anche le industrie del Biotech, pronti a brevettare alimenti “ad hoc” per l’irraggiamento. La super conservabilità indotta dal bombardamento di

raggi X porterà le grandi multinazionali alimentari, gli unici che avranno accesso a queste tecniche che richiedono impianti multimiliardari, ad avere

un ulteriore controllo, se non vero e proprio monopolio del mercato dato che saranno gli unici che offrono alimenti super-conservabili, incidendo così

un’altro durissimo colpo all’agricoltura locale di molti paesi che si troveranno invasi da questi prodotti.

Trattasi di una pratica che non porta alcun beneficio apprezzabile ai consumatori, ma solo più potere speculativo e di monopolio commerciale

a chi già ne è dotato di troppo.

Attualmente, questa tecnica, oltre che negli Stati Uniti, è in uso in Brasile, Messico, Tailandia, Giappone, e in forma minore anche in altri paesi.

Negli USA ci sono forti spinte per togliere l’obbligo di segnalare con apposite etichette i prodotti così trattati, questo in previsione di una forte espansione sui mercati esteri, fra cui anche l’Europa. Non dobbiamo permettere che ciò accada, ma prevenire e garantire che alimenti irraggiati non varchino i nostri confini fino a quando non esiste certezza della loro innocuità, qualora questo possa mai esistere; dobbiamo inoltre avere la certezza che non stiano già entrando in modo subdolo sotto forma di ingredienti miscelati in alimenti

preconfezionati.