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Alimento

INFORMAZIONE DEL CATASTO VITICOLO

In provincia di Brescia il catasto viticolo è diventato ormai una aggiornata realtà

Il catasto viticolo è diventato ormai una realtà, definita da regolamenti chiari e da tempi ben determinati.

Il regolamento UE 1793/99 relativo all’OCM vitivinicola ha fissato all’agosto 2000 l’avvio della nuova disciplina che contempla l’accesso a circa 1100 miliardi di finanziamenti a favore del settore vitivinicolo e l’assegnazione di 12933 ettari di nuove superfici vitate da ripartire sul territorio e italiano, a condizione che ogni Regione produttrice aggiorni i propri schedari viticoli entro il 31 dicembre 2001.

Il DPR approvato dal governo in data 28 gennaio 2000 descrive i metodi per la semplificazione e l’armonizzazione delle procedure dichiarative e le modalità di controllo nel settore vitivinicolo.

In base a quanto stabilito dalla normativa comunitaria e nazionale, per i viticoltori vi sarà l’obbligo di presentare le dichiarazioni di variazione di superficie, finalizzate alla tenuta dello schedario vitivinicolo di cui all’articolo 16 del Reg. UE 1393/99, essenziali per l’aggiornamento in tempo reale della realtà vitivinicola territoriale.

Concretamente il catasto vitivinicolo sarà articolato su base regionale, in seguito a convenzioni stipulate con l’AIMA, previste dall’accordo Mipaf-Regione del’11 novembre 1999. Alcune regioni si sono già attivate in questa direzione. Nel caso Lombardia e nello specifico Brescia, in attesa di accordi più precisi fra AIMA e Regione, l’Amministrazione provinciale di Brescia, in collaborazione con il Centro Vitivinicolo Provinciale, che operativamente conduce il progetto, sta realizzando un aggiornamento del catasto viticolo provinciale redatto a partire dal 1987 per delega regionale. (L.R. 67/82). Gli schedari di rilievo dei dati sono stati rielaborati utilizzando il modello di autodenuncia dei vigneti previsto dall’AIMA (Del. AIMA 26.11.1997 – Dichiarazione superfici vitate – Legislazione vinicola N. 1 Gennaio-Febbraio 1998). I dati raccolti rientrano quindi nello specifico richiesto e forniscono informazioni aggiornate a completamento di quanto è già presente negli archivi regionali. Gli stessi potranno essere utilizzati per la compilazione degli schedari regionali previsti dal regolamento. L’impostazione del lavoro di aggiornamento prevede una prima fase di rilievo dei dati direttamente nelle aziende e una seconda fase d’informatizzazione del materiale previsto dal regolamento. Per poter gestire in modo organico e chiaro il progetto di aggiornamento del catasto vitivinicolo, il Centro Vitivinicolo si è dotato di un programma informatico di gestione del territorio (S.I.T.) di facile applicazione e di sicura utilità. Il programma informatico è strutturato in modo tale da contenere sia valori numerici che informazioni cartografiche. Dalla selezione degli elementi cartografici di dettaglio (come C.T.R., tavole catastali, foto aree, carte pedologiche, carte vocazionali) e dalla loro sovrapposizione si ottiene un raffronto, fra la situazione reale e quanto rilevato o dichiarato, con la determinazione della consistenza qualitativa e quantitativa delle proprietà. Le fotografie aeree di riferimento, fornite direttamente dall’AIMA e aggiornate al 1998, rappresentano l’elemento di collegamento fra la base cartografica e la realtà inconfutabile di difficile verifica all’analisi della sola cartografia tecnica.

Le tematiche affrontate sono molteplici, dal controllo dell’estensione coltivata allo schedario delle varietà e alla valutazione delle caratteristiche pedologiche del territorio. I diversi livelli cartografici, inseriti nel sistema, sono sovrapponibili in trasparenza al fine di attingere, per il contesto territoriale in fase di analisi, il maggior numero di elementi valutativi.

Operativamente il programma consente di selezionare e perimetrare specifiche zone di interesse, calcolarne l’area, associarle a maschere identificarne relative all’anagrafica aziendale di appartenenza o a schede descrittive che visualizzano le caratteristiche del vigneto (forme di allevamento, sesti d’impianto, varietà coltivate e numero di piantine presenti). I dati memorizzati, le schede informative e le immagini grafiche possono essere riprodotti su tradizionale sistemi di restituzione (stampanti o plotter) o essere esportati, in formato appropriato, verso altri sistemi o apparecchiature di facile consultazione. Viene riportato un esempio di come il programma consente di ricavare, in modo semplice e inequivocabile, informazioni utili sia dal punto di vista cartografico che alfa numerico di facile consultazione:

– La Carta Tecnica Regionale in scala 1:1000 rappresenta il territorio in tutti i suoi dettagli e costituisce la base cartografica sulla quale si implementano tutte le altre cartografie. (Foto1)

La CTR è stata implementata con la cartografia catastalz in scala 1:1000 o 1:2000 di ogni singolo Comune tesa a georeferenziare le mappe catastali sulla CTR. (Foto 2)

-La rappresentazione aerofotogrammetria (AIMA 1998) è stata implementata e resa sovrapponibile alla CTR e alle Carte Catastali.

Questa cartografia diventa importante strumento di veloce movimento sul territorio consentendo a colui che dovrà consultare il PC di fare delle ricerche sul territorio a “vista” senza ricorrere alla concreta banca dati che sostiene il SIT. (Foto 3)

– La Carta dei Vigneti rappresenta il tematismo portante del progetto; il vigneto selezionato viene descritto attraverso specifiche maschere che ne evidenziano le caratteristiche colturali, la superficie, l’anagrafica aziendale.

La possibilità di sovrapporre diversi elementi cartografici, tra cui le carte pedologiche e vocazionali, aggiunge tematismi utili e di sicuro interesse sia per le singole aziende che per la conoscenza e la valorizzazione del territorio. (Foto 4)

Il programma di aggiornamento del catasto vitivinicolo verrà collegato in rete con il programma che in Provincia gestisce i dati relativi agli estirpi e ai reimpianti, questo consentirà di avere un catasto aggiornato nel tempo. Reti di collegamento possono essere previste anche con i consorzi e con le organizzazioni di categoria che ne siano interessate, le aziende potranno a loro volta richiedere presso il Centro Vitivinicolo una documentazione aziendale completa costituita da estratti di mappa, fotografie aeree, la carta dei vigneti e tematismi particolari qualora siano stati effettuati studi specifici sulla zona richiesta.

Il particolare di un vigneto affiancato al catastale di riferimento può essere un esempio semplice di quanto il sistema sia in grado di risolvere e di restituire sul territorio (Fotografia 5 e 6). Il progetto costituito dalle banche dati e dal SIT, così come è possibile prevedere, rappresenta uno strumento efficiente a servizio dei produttori e degli Enti e costituisce il mezzo più idoneo per la valutazione dell’andamento viticolo del territorio.