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Alimento

IL VINO PASSIONE DEGLI ITALIANI

57,1% della popolazione

con almeno 14 anni di età. Rispetto al biennio precedente la diffusione del consumo è apparsa in risalita. Gli uomini bevono di più delle donne (70,5% del totale contro il 44,7%), mentre in termini di età è la classe da 45 a 64 anni a far registrare la percentuale più elevata (66,4). Dal lato della condizione e posizione professionale il vino è maggiormente gradito da chi ha un lavoro rispetto a chi non ce l’ ha, in particolare dirigenti, imprenditori e liberi professionisti assieme ai lavoratori in proprio e coadiuvanti. Tra i titoli di studio si trovano al primo posto i laureati (67,5), all’ ultimo la licenza media (54,0). In ambito territoriale è il Nord-est a registrare la quota più alta (61,4%) di consumatori di vino, seguito dal Nord-ovest con il 59,9%.

La percentuale più contenuta appartiene all’ Italia insulare (48,1%)

. Tra le regioni italiane si trovano in testa le Marche (65,0%), seguite da Emilia-Romagna (64,2) e Toscana (63,8). I meno propensi a consumare vino abitano in Sicilia (47,6), Campania (49,4) e Sardegna (49,5). Non tutti poi consumano vino nella stessa maniera. I forti bevitori, vale a dire con un consumo di vino superiore al mezzo litro giornaliero, sono circa 2.862.000, pari al 5,8% della popolazione. Tra le varie condizioni della popolazione la quota più alta di robusti bevitori si riscontra tra i pensionati e i lavoratori in proprio-coadiuvanti, entrambi con una percentuale del 9,7%. Dal lato del titolo di studio è in testa chi non è andato oltre le scuole elementari (8,5). In ambito regionale in testa i molisani con una percentuale del 9,3%, seguiti da toscani (8,4) e liguri (8,2).

La quota più bassa appartiene a Sicilia (2,8), Trentino-Alto Adige e Lazio, entrambe con una percentuale del 3,8%.

Il consumo ideale, vale a dire 1 o 2 bicchieri giornalieri

, riguarda 12.258.000 italiani pari al 24,7% della popolazione. In ambito regionale la percentuale più elevata appartiene alle Marche (32,7), quella più bassa alla Sicilia (15,1). Ai bevitori abituali si affianca infine una popolazione di consumatori che si possono definire occasionali. Nel 2000 ne sono stati stimati quasi 11 milioni e mezzo, equivalenti al 23,1% della popolazione. La quota più elevata di cauti bevitori si registra in Trentino-Alto Adige (27,3), Friuli-Venezia Giulia (26,7) ed Emilia-Romagna.

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