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Il nostro viaggio ad Euroluce

IL NOSTRO VIAGGIO AD EUROLUCE

Accanto alle tendenze presentate al Salone, tante anche le novità in mostra nell’attesissima Euroluce.

Fra proposte tecnologiche e raffinate rivisitazioni classiche, anche solo aggirarsi fra gli stand è stata l’occasione di godersi uno spettacolo nello spettacolo: tanti gli allestimenti originali fra quelli dei più importanti brand nazionali del settore.

In questa edizione la creatività e l’estro dei designer hanno fatto da padroni: grandi nomi hanno firmato opere eterogenee, in cui l’utilizzo dei materiali non ha avuto limiti. Vetro, quindi, ma anche largo uso di metallo, plastica e tessuti. Anche in questo caso, come per l’adiacente Salone del Mobile, si sono fatte notare forme flessuose e organiche prese in prestito dal mondo della natura, spesso abbinate al bianco, autentico dominatore fra tutti gli altri colori.

A partire dalle proposte di Artemide, che ha presentato nel suo stand la serie “My White Light”, apparecchi che permettono l’emissione di luce bianca con diverse intensità e temperature colore, dal bianco caldo e accogliente al bianco più freddo.

La luce bianca è stata approfondita nei suoi aspetti ambientali: una nuova modalità di illuminazione degli spazi, diversificata in lampadari, sospensioni, lampade da parete, ecc. Questo sistema utilizza sorgenti fluorescenti RGB (Red, Green, Blue) che, variando fra di loro in proporzioni differenti, permettono una luce bianca di infinite tonalità.

Nella foto a destra le lampade “Lara” e “Orgia”; a sinistra la sospensione “Trifluo”.

Inedite forme organiche invadono anche gli stand di marchi noti per la produzione in vetro: per la murrina Karim Rashid ha firmato “Sike”, una scenografica sospensione a forma di otto, in cui l’insieme è stato composto da tante forme geometriche della stessa foggia del lampadario. La figura suggerisce l’idea dell’infinito.

Sandro Santantonio, sempre per la murrina, ha interpretato la luce come una perla preziosa, incastonandola dentro “Oyster”, una struttura irregolare ma perfetta, proprio come quella degli organismi viventi a cui si ispira (entrambi i modelli nella foto in alto).

Anche la sorprendente “Medusa” rientra in questo trend, proposta nelle due colorazioni piene nera e, naturalmente, bianca.

Le nuove tecnologie offrono occasioni di rivisitazione dello stile classico, con esiti a volte imprevedibili. Lo stand Barovier & Toso ha dedicato un’intera parete a “Duedi”, un progetto molto originale: si tratta di una visualizzazione in due dimensioni del lampadario “Taif”. E’ una lampada da parete in cui due bracci del modello Taif sono racchiusi in una cornice in nichel satinato, illuminata da luci LED.

Non sono mancate anche proposte curiose. Fra le tante segnaliamo una novità firmata Ingo Maurer: le pieghe di tessuto scendono ai lati del punto di illuminazione, dando una strana personalità mistica alle lampade. Il modello si chiama “Santa Maria della Luce” ed il tessuto è in fibra di vetro termoresistente.