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Alimento

ETICHETTA ALIMENTARE

Unione Europea: fissate le regole

sulla rintracciabilità e l’etichettatura degli alimenti

BRUXELLES – Etichettare dalla fattoria al supermercato ogni alimento o mangime che contenga o abbia contenuto organismi geneticamente modificati, grazie ad u

n sistema di rintracciabilità attento all’apparato di produzione e di distribuzione in Europa

.Sono questi i due pilastri proposti dalla Commissione europea per rafforzare la “casa” comune della sicurezza alimentare e portar risposte alle inquietudini dei consumatori europei.

La soluzione che Bruxelles propone ai governi Ue e al Parlamento europeo è pragmatica, sostengono i commissari alla sanità David Byrne e all’ambiente Margot Wallstroem che ne sono gli autori: «dare ai consumatori e agli operatori, sulla base di valutazioni scientifiche e di una chiara etichetta, tutti gli elementi affinchè possano fare una scelta libera e ragionata».

Di fatto una vera e propria “rivoluzione”, in quanto

si tratta di etichettare 30.000 alimenti e 32 milioni di tonnellate di mangimi importati

.Non solo. Bruxelles chiede di etichettare la soia o il mais transgenico, ma anche la farina o l’olio super raffinato derivati da quei prodotti dove però non è più possibile rintracciare la presenza di Dna o di proteine ottenute per intervento genetico. Sull’etichetta ci sarebbe scritto: «questo prodotto deriva da Ogm ma non li contiene».

La parola d’ordine diventa quindi informazione su tutto il fronte. Così anche

ogni operatore dovrà trasmettere i dati sulla presenza attiva o originaria di Ogm anche per i prodotti destinati alla trasformazione

. Tutti gli elementi, codificati, verranno raccolti in un registro che terrà la Commissione europea per poterlo consultare in caso di problemi. Altro elemento centrale della proposta è il passaggio dai governi nazionali alla futura Autorità per la sicurezza alimentare europea della responsabilità di valutare scientificamente – sotto il profilo alimentare ed ambientale – la richiesta di autorizzazione di un Ogm.

La proposta, attesa da oltre otto mesi, è stata varata mercoledì scorso dopo tre ore di “vivace dibattito” tra il collegio dei commissari europei.

Gli Ogm rappresentano infatti uno dei temi più controversi a livello europeo e internazionale

. L’Ue dovrà poi fare i conti con gli Usa, che producono il 70% di alimenti transgenici, ma anche con l’industria agroalimente a cui è chiesto un grande sforzo di informazione. Per poter trovare un compromesso, la Commissione ha lasciato aperte alcune porte che hanno già storcere il naso agli ambientalisti.

Bruxelles è infatti pronta ad autorizzare nella misura dell’1% una presenza «accidentale» di Ogm non autorizzati

, a condizioni che abbiano già ricevuto una valutazione scientifica. Inoltre, le disposizioni relative all’etichettatura per le derrate destinate all’alimentazione umana e animale saranno riviste dopo due anni dalla loro applicazione che dovrebbero scattare al più tardi nel 2003.

La proposta non avrà, almeno per il momento, nessun impatto sull’embargo introdotto dall’Italia nell’agosto scorso su quattro mais transgenici.

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